Ai Passeggeri Top

Ragionando di lunghi viaggi e di passeggeri memorabili seduti di fianco a me, non posso non scrivere un articolo a parte per il volo Shanghai – Kuala Lumpur. Era una giornata come tante altre, andai a lavoro ed uscii con due ore di permesso per poter prendere l’aereo che mi avrebbe portata per la prima volta in Malesia. Ormai ero esperta di viaggi, sapevo muovermi benissimo per Shanghai, chiamare taxi con DiDi e fare tutti i controlli dovuti. Non che io sia mai stata imbranata in questo. Da una parte, anzi, credo sia una dote innata il saper orientarsi e non aver paura di ciò che non si conosce, che sia una grande città o l’interfacciarsi a persone di altre culture. Mi sono sempre sentita cittadina del mondo.

L’imbarco stava per iniziare e noto un ragazzo bello rotondo in attesa poco più avanti di me nella fila. Il caso volle che riconoscessi dal colore del suo passaporto che era Coreano e i miei occhi si illuminarono subito. La scoperta più interessante avvenne quando arrivai alla fila del mio biglietto ed avevo accanto proprio lui. Si alzò subito e mi aiutò con la mia valigia. Devo dire che stava a mala pena nel sedile ed aveva pure la fila centrale. Dal lato finestrino era già seduta una ragazza che, non sappiamo come, si era già addormentata seduta stante. Io credo molto nel destino o comunque credo che due persone affini finiranno per trovarsi e successe che la mia faccia sorridesse nell’avere accanto un Coreano proprio perché avevo visitato Seoul poche settimane prima e ne ero rimasta entusiasta. Che ci crediate o meno il volo durò 4 ore e qualche decina di minuti: noi non facemmo altro che parlare per tutta la durata del volo. Era come una connessione, volevamo sapere più l’uno dell’altro e vi giuro non ci siamo mai presentati di nome ne ci siamo scambiati alcun tipo di social (e me ne pento tutt’ora).

Gli argomenti andavano fluidi. Per lo più era la mia curiosità a vincere, chiedendo sempre più riguardo alla sua cultura di cui mi ero innamorata: K-Pop, chirurgia estetica in Korea, stile di vita, moda. E come rideva a vedere che me ne interessavo! Addirittura mi insegnò delle parole in Malesiano. Era su quel volo perchè stava tornando a casa dove si era ormai trasferito da anni e anni con la sua famiglia. Era un Coreano/Malesiano andato a Shanghai per lavoro. Una volta scesi, lo persi un po’ tra la folla e il controllo passaporti ma lo intravidi al ritiro bagagli dove mi indicò da lontano l’uscita che ancora ricordo si dicesse “Keluar”. Di lì sparì e fu, ad oggi, il passeggero migliore che sia capitato di fianco a me.

Tutto ciò che esiste nell’universo è frutto del caso e della curiosità.

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