Al mio lavoro del cuore

Cerco nel buio il telefono per farlo star zitto: sono le 3:15 di notte/mattina. In una frazione di secondo cambio dal maledire questo turno al “io amo il mio lavoro”. Non sono mai stata una che si sveglia ore prima per truccarsi, prepararsi. Un quarto d’ora e sono pronta. La macchina è fredda ma sto già pensando a dove poter parcheggiare. Credo proprio che andrò nella via di Mario per farmi quei metri a piedi che, a quest’ora, sono tranquillissimi da percorrere. Mi incammino e dopo poco sono al Varco Staff. Toccarsi il petto per sentire se il tesserino è sempre lì, è d’obbligo. Struscio, entro e preparo la vaschetta per il metal detector ma guarda caso mi tocca fare due volte avanti ed indietro perché’ “mi suona qualcosa” e intanto, seppur siano le 3:45, iniziano le risate con i ragazzi della sicurezza… tanto sono loro che mi fanno suonare!

Entro in Air side ed è il silenzio: mi giro intorno per vedere gli aerei parcheggiati e anche questa mattina si lavora. C’è pure un Vueling al 300. Spero di non avere assistenze lì che con l’ambulift ci vuole un secolo ad andare e tornare. Intanto arrivo in ufficio ed accendo luce, pc, radio. Dopo pochi minuti arriva il mio collega ed iniziano a connettersi le idee per la giornata. La lista è abbastanza piena di prenotazioni sopratutto sui voli CTA e PMO ma ormai siamo super efficienti. Sinceramente penso già alla colazione delle 6:30 ed ecco che arriva la prima chiamata dai check in con le prime assistenze in partenza. Andiamo!

Ah bene a sapersi. Stamattina in turno ci sono molte persone con le quali ho stretto amicizia ai check in, alla sicurezza. Le battute non mancano mai, anche nei momenti di tensione. Non faccio in tempo a passare il Duty Free che ricevo altre chiamate per altre assistenze dal Customer: corro. Porto la mia assistenza al Gate 2 e torno di fretta nel Terminal. Do uno sguardo veloce alle sedie e richiamo il mio collega, impegnato con una S su Fiumicino. Sorrido nel vedere che anche Milos si è svegliato: mi ha appena inviato un messaggio Whatsapp e tra poco entrerà a lavoro. Sicuramente sarà in servizio al 102. Magari riesco a gestire la S prenotata su quel volo così posso vederlo un po’.

Sono già le 5:40 e tra poco inizieranno gli imbarchi. Non ricordo chi entra in turno alle 6 ma ecco che mi arriva la chiamata che aspettavo. “…Vieni vieni ai Gate e per favore avvicina la macchina e fammi l’imbarco di Francoforte. Quando hai fatto ci vediamo al bar”. Preparo la Signora per salire sull’ ambulift. Ormai so le procedure a memoria ma le accortezze non sono mai scontate e, non appena mi volto, vedo Milos chinato sul suo Tablet a scrivere chissà che cosa sotto bordo. Prima non gli ho detto che avrei pensato alla S sul Fiumicino ed infatti mi faccio trovare proprio davanti il portellone quando le assistenti di volo lo aprono. Quegli occhi mi fanno sobbalzare ogni volta, non c’è verso.

La Signora è comoda, io sono pronta per una bella colazione. La pancia esige un cornetto ed un cappuccino. Scendo a piedi dalle scale e Milos mi butta un bacio furtivamente mentre gli consegno lo statino: “Ci vediamo dopo”. Ed ecco che le prime ore di lavoro sono andate, le partenze sono state effettuate come sempre in maniera ottimale. Ho già visto dal telefono che ci sono delle mail da leggere e ne approfitto proprio per farlo aspettando i miei colleghi.

Il sole sorge su Peretola ed il Barcellona in arrivo è un pò in ritardo.
Io tutto questo l’ho già vissuto e voglio, voglio riviverlo ancora.

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