Ai monsoni

Il cielo era coperto di nubi chiare, il mare era l’unica cosa simil azzurra che vedevo. Iniziò a piovere ma non era una pioggia normale: la Thailandia è colpita almeno una volta al giorno da monsoni tropicali. Era uno spettacolo, quasi non vedevo il panorama dal balcone di camera ed era caldissimo. Non appena si calmò un po’, non resistetti e andai fuori. Avevo ciabatte, pantaloncini corti grigi ed una semplice maglietta. Non mi interessava della sabbia che mi infastidiva mentre camminavo, non mi interessava dei capelli ormai completamente bagnati ne avevo paura riprendesse a piovere fortissimo: certe esperienze, se non si vivono subito, non si porteranno mai dentro.

Scesi verso il villaggio. Tutti erano al riparo ma altri, come me, continuavano a camminare lungo la stradina che passava per le baracchine ed i negozietti. Alla fine di questa stradina c’era una sorta di passaggio ad arco. Non sapevo sinceramente dove stessi andando a finire ma ci passai sotto e si aprì, davanti ai miei occhi, lo spettacolo più bello ed emozionante che i miei occhi avessero mai visto. Ero sulla spiaggia di Railay West.
Io non so cosa sia il paradiso, non so cosa si provi a farne parte ma so per certo che un colpo al cuore così non trova abbastanza parole per esser descritto. E pioveva. Il mare era lontano forse 50 metri da me, la spiaggia era lunga a perdita d’occhio e si interrompeva da ambedue i lati da scogliere fitte di vegetazione. Il mare era leggermente mosso e le long boat danzavano con le onde. So solo che c’ero io ed altre 15 persone ma sembravamo niente in confronto alla vastità di questa meraviglia. Tolsi le ciabatte e mi sentii parte della sabbia bagnata e morbida.

Non sono amante dell’estate, non sono amante del sole cocente però so che quando mi immergo mi sento un po’ a casa. Quando mi capita, sto a galla e chiudo gli occhi: con gli orecchi sott’acqua ascolto le onde e i rumori. Andai a scoprire la spiaggia di Phra Nang, fotografata e rifotografata per quello scoglio in mezzo al mare. Portai con me la coroncina di fiori per fare qualche fotografia. Nuotai fino allo scoglio e rimasi li a guardare la spiaggia in lontananza. La bellezza di quel posto non era certo caratterizzata dalle acque più cristalline del mondo ma tutto l’insieme: non sono mai stata appassionata di perfezione, piuttosto di qualcosa che nelle sue imperfezioni faccia la differenza.

E piovve, piovve ancora e non c’era cosa più bella.

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