Ai ritorni

Esattamente un anno fa mi trovavo all’Aeroporto di Pudong di Shanghai. Ero a fare gli scongiuri per i miei bagagli, sperando non fossero troppo pesanti ma la Qatar, di tutte le compagnie che ho preso fino ad ora, mi ha sempre trattata bene. Eccedevo di 2/3 kg. D’altra parte stavo per affrontare il viaggio che avrei ricordato come il vero e proprio ritorno a casa.

Quando partii a gennaio 2017 non avevo niente da perdere: mi dissi “perché non provarci, mal che vada fallisco di nuovo e torno a casa”. E invece ho avuto grandi soddisfazioni in Cina tra studio e lavoro. Purtroppo però non tutto è oro quel che luccica e i visti, al mondo d’oggi, sono sempre più difficili da ottenere. Rientrai, quindi, con la voglia di sperare in un futuro nel mio paese che non ho mai rinnegato seppur ognuno di noi sappia quante falle abbia ma credete davvero che fuori dal nostro bel paese, negli altri stati, non ci siano problemi alla stessa maniera?

Aggiornai il mio Curriculum e presi in mano liste con su scritte tutte le agenzie di viaggio, gli hotel, le strutture ricettive in generale nelle province Toscane. Mi impuntai per lavorare nel settore turistico data la mia conoscenza del cinese. Feci qualche colloquio ma furono per lavori davvero sottopagati rispetto ai km che avrei dovuto percorrere. Ebbi l’opportunità di lavorare in una farmacia come interprete e poi, navigando sui siti del centro per l’impiego, vidi questo annuncio per l’aeroporto di Firenze. Sinceramente non sapevo di cosa si trattasse nello specifico ma inviai il mio Curriculum. Nel mio cervello dicevo “se mi chiamano per un colloquio, ci punto tutto!”. Fu proprio così.

In fin dei conti dopo un mese e qualche giorno, dopo diverse volte in cui mi ero già disperata credendo di non riuscire a trovare niente dato che gli annunci erano prettamente per laureati o ragazze in età di apprendistato, ebbi l’occasione da cento. Un giovedì, uscendo dalla farmacia dove lavoravo 6 ore a settimana, ricevetti una chiamata: “Ciao Lisa, sei stata selezionata per lavorare in aeroporto”. Iniziò a tremarmi la voce, poi le mani e poi… Oddio, hanno scelto me.

Oggi, dieci mesi dopo l’inizio di questa avventura, non aspetto altro che la chiamata per rientrare a lavoro. Oggi lo dico, spero ancora come un anno fa.

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