Ciò che percorri

Tempo fa composi un quadro con tante cartoline di Shanghai: sono un insieme di fotografie delle strade, dei ponti e dei principali palazzi della città. Alcune in notturna ed altre no, alcune con un cielo stupendamente azzurro ed altre con il grigiore che si faceva sentire nelle giornate peggiori (era inquinamento). Ma Shanghai in realtà, essendo sul mare, ha più giornate felici che cupe. Quando lo composi non conoscevo alcune di queste strade. Ad oggi, le ricordo tutte.

Impostavo la sveglia alle 7:15 per ogni mattina che avevo lezione alle 8:20. A seconda del clima decidevo se prendere la bicicletta e farmi 5 km tra mille motorini, autobus ed auto, oppure farmi 5 minuti a piedi, prendere la metropolitana, cambiare linea e scendere alla fermata Jiao Tong University. A me piacevano entrambe. Quando prendevo la bicicletta mi godevo il marasma delle strade, avevo imparato anche delle scorciatoie ed in fin dei conti non era così male. Mettevo la mascherina a prescindere per sentire il mio respiro caldo e non facevo mai il segno della croce prima di attraversare Jiangsu Road ma era consigliabile avere sempre gli occhi ovunque perché a Shanghai ognuno guida dove vuole; non esistono regole se non in base al colore del semaforo. Una volta verde, vanno tutti dritti ed intendo dritti anche se ci sono intoppi. Clacson ovunque, tre o quattro persone sullo stesso motorino tenuto insieme da nastro adesivo ma MAI nessun insulto perché lì la legge della strada è che nessuno sa esattamente guidare ma, allo stesso tempo, non fanno incidenti. Semplicemente si scansano l’un l’altro.

Quando optavo per la metropolitana mi piaceva tutto di tutto: il tratto di strada a piedi dal mio appartamento al ventisettesimo piano sino alla metro di Jing’an Temple era davvero bella. C’erano alberi, negozi di moda, piccoli sgabuzzini dove potevi vedere il vapore dei ravioli o dei baozi appena fatti, gatti in vetrina, panetterie alla francese e ristoranti che cambiavano in continuazione stile architettonico. Poi io ho sempre adorato la metropolitana sin dalla prima volta che la presi durante un viaggio a Londra: le persone in attesa, il vento forte di quando arriva, il caldo che è spesso troppo rispetto al clima esterno. A Shanghai poi era un discorso da milioni di persone nelle ore di punta il che diventava estenuante sopratutto dopo una giornata di lavoro.

Una volta in bicicletta stavo attraversando una strada non troppo trafficata. Davanti ad un ristorante si era accostato un furgone ed aveva le portiere aperte per scaricare delle casse di gamberi ancora vivi: ricordo che uno di questi uscì fuori dalla cassa ed iniziò a camminare sulla strada dove arrivò una macchina ed il gambero finì per diventare parte morta dell’asfalto. Diciamo che il suo destino era già segnato nonostante la voglia di libertà. Mi fece un po’ di impressione ma non avrebbe fatto fine migliore. Storie di strada, appunto.

Certi posti e certi ricordi restano dentro e sono difficili da raccontare perché sono scavati in un percorso solo nostro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: