Ad un cuore che cammina

Ai curiosi io racconto quel che passa nella mia vita perché, alla fine, chi non vuole sapere qualcosa degli altri?! Per lo meno, da me, avrete una fonte certa. Oggi mi apro così, come la ragazza innamorata della vita che forse avete letto tra le righe del mio primo articolo. E, si va bene, ne ho spezzati di cuori ma quando è stato spezzato a me è stata una grande risalita personale. Sono una che soffre molto, sono una che piange a nottate per poi trovarsi più forte al mattino e se c’è una cosa che non perdo mai, nonostante tutto, è il sorriso. Da quando lavoro in Aeroporto ho ricevuto molti complimenti per questa sorta di beatitudine che regala il mio sorriso alle persone che assisto e non solo. Beh, ne vado orgogliosa ed è l’arma più potente che io possa sfoderare.
Eppure questo sorriso si è spento diverse volte per amore. Non mi vergogno nel dire che nel Luglio del 2019 ho sopperito ad una forte perdita: la perdita dei sogni che avevo, la caduta di un palazzo che avevo costruito fatto di progetti e viaggi, che io avevo firmato fin da subito.

Mi sono sentita fallita davvero ma non per l’ennesima storia andata male ma perché io avevo veramente investito tanto su me e sulla mia età: mi ero sempre immaginata con una famiglia a quest’età e invece era svanito anche quel sogno. Sono l’unica a sapere quanto, durante la prova d’abito di mio fratello per il suo stupendo matrimonio, io abbia patito e forse mamma me lo leggeva negli occhi ma… Il tempo cura tutto! Anzi, non solo il tempo ma anche la grinta, le rivincite ed il sorriso mio. Così, sebbene avessi già iniziato il mio percorso in Aeroporto, questa voglia di andare avanti me l’ha fatto apprezzare ancor di più ed è stata la più grande soddisfazione per me.

I mesi successivi sono stati belli movimentati. A lavoro, durante l’estate, abbiamo trottato davvero ed è ciò che ci manca totalmente adesso. Poi ho deciso di trasferirmi a Firenze ed è iniziata la fase di “singletudine” più genuina e senza freni. Non menzionerò le occasioni in cui ho fatto dei casini e ho fatto bruciare dei cuori ma, a trent’anni, quando vedi coetanee con figli (il che a me mette ansia tutt’ora), chi te lo fa fare di non divertirti un po’?!
Ma tanto so come sono. Posso avere i miei divertimenti, posso sentirmi leggera da pensieri poi arriva il fulmine a ciel sereno in un luogo dove credevo di aver visto tutti almeno una volta, anche solo di passaggio, anche solo nel dare un foglio sottobordo. Invece no! Io quel gioiello non l’avevo visto.

Notifica da Facebook “M ti ha inviato una richiesta d’amicizia”: ma chi è questo nome strano?! Mi dissi “ecco l’ennesimo caso umano!”. Amicizie dell’aeroporto in comune, lavora qui, chissà cosa cerca. Ok dai, lo accetto. Nessun messaggio, due mi piace alle mie foto e come sempre il primo messaggio lo invio io.


Allora eccoci qua: “Ciao Rampa”.

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